Neo-Sciamanesimo


I nostri antenati Energizzatori la via degli energizzatori

Gli Energizzatori erano ministri del culto nel movimento spirituale della Dea che ebbe origine prima degli albori della cosiddetta civiltà, circa quarantamila anni fa. Gli Energizzatori erano uomini e donne che, riappropriatesi della propria Passione, contribuivano a risvegliarla negli altri. Erano sciamani che, attraverso l'intrattenimento, il racconto di storie archetipiche, l’uso delle percussioni, il sesso, la saggezza divina e l’uso delle piante maestre, risvegliavano l'energia e la vitalità nelle persone, causando in esse autentiche esperienze estatiche.

In seguito il modello religioso di impronta maschile cambiò le fondamenta  della spiritualità. Il risultato furono persone beate, amorevoli e compassionevoli ma che avevano perso completamente il contatto con la loro natura originale, la loro sessualità, la loro passione, la loro creatività, la loro gioia nel danzare e fare musica, il rispetto di se stessi, il loro potere personale, la loro volontà di esplorare la spiritualità anche tramite il corpo e il condividere la passione con gli altri.

Ai tempi dell’adorazione della Dea, gli iniziati che diventavano Energizzatori affrontavano un rito di passaggio, conosciuto oggi come il Tocco della Passione, con una persona di potere, maschio o femmina, a seconda dei casi. L'Energizzatore è il ribelle negato e ignorato nelle nostre anime, è la passione normalmente repressa, rifiutata, negata e, sperimentata dai più solo come sesso piuttosto che come passione o gioia di vivere. Le persone attratte dalla Trance Dance sono Energizzatori dormienti, forme di energia vitale repressa. Quando si comincia a sperimentare profondi stati di gioia interiore e soddisfazione, quando si inizia ad usare parti del corpo e della mente a cui si ha permesso di rimanere inutilizzati per lungo tempo, è il segno del risveglio. Attraverso la Trance Dance portiamo alla rinascita degli Energizzatori. Essi sono stati assenti dalla nostra società per troppo tempo. È arrivato il tempo di unificare tutti gli Energizzatori che dormono nell’anima degli esseri umani super-condizionati del pianeta. Con il ritorno degli Energizzatori la vita abbraccerà nuovamente il potere del femminile apportatore di creatività, sensualità, cura e pace. I nuovi Energizzatori porteranno la vita nell'Età del Cuore, la quale ci riporterà a pratiche di approccio più profondo e sensuale verso le relazioni con noi stessi, con gli altri e con la Madre Terra. Il tutto partendo dalla riscoperta del nostro entusiasmo che è un parola di origine greca che significa ‘avere Dio in sé’. La spiritualità richiede che ogni individuo abbia la propria connessione con ciò che chiama Dio.

I principali strumenti di lavoro:

Trance Dance, la danza della vita         clicca qui per accedere all'elenco dei Trance Dance Presenter

La Trance Dance è una antichissima pratica di guarigione e trasformazione che non appartiene ad una specifica cultura ma esiste in forme diverse in ogni parte del mondo da oltre 35.000 anni. È legata a sentieri testati nel tempo, che esistevano molto prima di Maometto, Gesù, Buddha e anche prima di Shiva. Gli sciamani erano dei medici-sacerdoti e portavano le persone a relazionarsi con la totalità della natura e dell'universo esplorando dimensioni esistenti al di là di quella fisica. Essi hanno usato la Trance Dance come tecnica di guarigione per migliaia di anni. Oggi la possiamo ancora trovare in alcune culture come gli Eschimesi del Nord America, gli Yoruba dell'Africa Occidentale, gli Umbanda del Brasile, i Sioux del Nord America, gli sciamani della Siberia, così come ad Haiti, nell'isola di Trinidad, in Canada, a Cuba, in Scandinavia e in Messico.

Uno dei più grossi limiti che l’uomo moderno, specialmente occidentale, incontra nell’approcciarsi a queste tecniche è legato alla perdita di coscienza della propria animalità. E questo solo per il fatto che la nostra neo-corteccia, o terzo cervello, ci rende unici dandoci alcune specifiche potenzialità e abilità che nessun altro animale possiede. Lo svantaggio è che proprio per questo abbiamo dimenticato di far parte dell'incredibile regno chiamato Natura, ma ci ha portato a considerarci superiori. La Trance Dance guarisce il corpo con il movimento. Quando danziamo spontaneamente, emergono nuovi movimenti che schiudono la memoria di altri tempi in cui abbiamo danzato, permettendo così di superare definitivamente i traumi e le conseguenti malattie di tutta una vita. I pensieri vengono trasformati e le emozioni negative vengono spazzate via dal respiro e dal movimento. Si lasciano uscire suoni di gioia, dolore, dispiacere, rabbia e passione. Il respiro scioglie i blocchi che esistono nel corpo emozionale, rendendoci capaci di sentire quelle emozioni e di liberarle. Grida di gioia, di dolore, di paura, riso e malinconia, sarà possibile esprimersi liberamente durante la danza.

La Trance Dance si pratica a piedi scalzi per permettere all’energia dello Spirito della nostra Madre Terra difluire liberamente nel nostro corpo. Si indossa una bandana che impedirà la vista, ovvero il principale senso con il quale normalmente ci rapportiamo all’esterno e con cui teniamo sotto controllo le situazioni. Non avere a disposizione questa possibilità stimolerà una espansione di altre capacità di percezione che normalmente non utilizziamo. La bandana è anche uno degli strumenti che facilita l’accesso allo stato di trance che altro non è che uno stato modificato di coscienza. La coscienza è proprio ciò che ci fa essere sempre così controllati. Si utilizzano delle musiche con delle sonorità molto basse che hanno la caratteristica di risvegliare nel nostro corpo l’energia della Terra. Nello specifico per quando riguarda le percussioni la stessa ricerca scientifica ci dice che i ritmi di 120 o più battiti al minuto influenzano il cervello in modo da modificare lo stato di coscienza. Ed infine sia per energizzarci così come per “distrarre” la nostra parte razionale utilizzeremo una tecnica di respirazione denominata “respiro di fuoco”. Questa consiste in due inspirazioni in rapida successione dal naso e di una espirazione dalla bocca. Essendo il naso direttamente collegato al cervello le due inspirazioni invieranno energia pura che iperossigenerà aiutando ancora una volta l’accesso allo stato di trance, mentre l’espirazione aiuterà a liberare le emozioni.

L’ultimo ingrediente della Trance Dance, ma non in ordine d’importanza, è la fiducia nel processo. La paura, iniziale, si trasformerà in eccitazione quando si comincerà a sperimentare  il proprio danzatore interiore. La fiducia ci permetterà di lasciarci andare per concederci l’occasione di sperimentare e contemplare la totalità, questa esperienza senza il bisogno di assumere delle pastiglie, come quelle girano oggi nelle discoteche, ci consentirà l’accesso ad uno stato di naturale estasi.

Il Tocco della Passione

I rituali sciamanici, sono stati rimossi dalla nostra cultura da più di 600 anni. Il rituale è il modo in cui realizziamo i nostri sogni collettivi e guariamo noi stessi attraverso canti, danze, il suono delle percussioni ed il pensiero creativo. Il proposito del Tocco della Passione e di tutti i rituali sciamanici è di guarire noi stessi, ritornando ad essere tutt’uno con la nostra parte metafisica. Gli sciamani chiamano questo stato di unità estasi, mentre noi lo identifichiamo come esperienza di completezza. Questo stato di coscienza per la guarigione olistica può essere sperimentato solamente attraverso la trance. Il rituale del Tocco della Passione, ci porta attraverso questo tipo di trance, lasciando alle nostre spalle il mondo tridimensionale per come noi lo conosciamo. Quando sperimentiamo la trance noi eliminiamo la nostra alienazione, la distanza e la separazione dal nostro Spirito, guarendo quei dolori che si sono evoluti dalla nascita, divenendo shock e traumi, frutto del vivere in una società non spirituale.

Il rituale del Tocco della Passione si propone di risvegliare il nostro Energizzatore appassionato interiore. Una volta che la nostra passione è stata risvegliata, un flusso naturale di energia vibra attraverso tutto il nostro corpo perpetuamente connesso con l’eterno flusso che crea ogni cosa. Attraverso il suono costante delle percussioni, il pompaggio ritmico e dei potenti schemi di respirazione, il praticante ed il ricevente entrano in uno stato di trance che permette al praticante di essere “guidato” per liberare l’energia e di sapere dove porre le sue mani curative. L’energia sessuale risvegliata viene convogliata verso il cuore riconnettendo le due parti andando a rivitalizzare le parti morte ed isolate del corpo del ricevente. Quest’ultimo durante il rituale può rilasciare dolori emozionali e traumi, esperienze gioiose, energie orgasmiche e guarire memorie infantili remote. Il rituale termina in modo molto soft, lasciando il ricevente in uno stato di profonda trance e rilassamento che gli permette di ritornare lentamente alla realtà normale integrando totalmente l’esperienza vissuta.

Caccia all’Animale di Potere

Gli sciamani credono che i loro poteri siano quelli degli animali, delle piante, del sole e di tutte le energie fondamentali dell’universo. Migliaia di anni prima delle scoperte di Charles Darwin, i membri delle culture sciamaniche hanno creduto che gli esseri umani e gli animali fossero legati da vincoli di parentela. Nei loro miti i personaggi animali erano rappresentati come essenzialmente umani nell’aspetto fisico, ma caratterizzati individualmente dalla personalità particolare dei vari tipi di animali selvatici. In seguito, secondo vari miti della creazione, si differenziarono fisicamente e assunsero la loro forma attuale. Il mitico paradiso animale-uomo, dove i due potevano comunicare tra loro, è andato perduto nella realtà ordinaria, ma esso è ancora accessibile allo sciamano nella realtà non-ordinaria. Gli aborigeni australiani parlano del “Tempo del Sogno”, un tempo parallelo nel quale sopravvivono gli antichi miti, ancora penetrabile attraverso i sogni e le visioni. La connessione tra gli esseri umani e il mondo animale è fondamentale nello sciamanesimo e lo sciamano utilizza la sua conoscenza e i suoi metodi per partecipare al potere di quel mondo. Attraverso il suo spirito guardiano o animale guida, lo sciamano entra in relazione con il potere del mondo animale, dei mammiferi, degli uccelli, dei pesci e di altri esseri. Gli sciamani ritengono da lungo tempo che il potere dello spirito guardiano renda una persona resistente alla malattia. La ragione è semplice: egli infonde nel corpo un potere che gli permette di resistere all’intrusione di forze nocive esterne (conosciute nella realtà ordinaria come malattie).

Una delle modalità più diffuse per la ricerca e recupero del proprio animale di potere è il viaggio sciamanico. L’uso del suono ritmico del tamburo permette di accedere ad uno stato modificato di coscienza, nel quale intraprendere un viaggio in una realtà parallela. Nella seconda parte del lavoro solitamente si danza il proprio animale, lasciandosi possedere dalla sua forza e dalla sua personalità, in modo che il suo potere possa rientrare in noi, riconnettendoci con la nostra parte animale, e dandoci oltre a una maggiore resistenza alle malattie, maggiore fiducia in se stessi, e la capacità di agire nella vita.

Caccia all’Anima, la ricerca dei frammenti perduti

Nella cultura sciamanica, la malattia viene attribuita all’allontanamento o al furto di una parte di anima, e la cura consiste nel ritrovarla ed invitarla a riprendere il suo posto nel corpo. Alla base dell’allontanamento di parti d’anima possiamo avere, esperienze traumatiche di vario tipo, che provocano squilibri e scompensi sul piano psicofisico, ma anche su quello spirituale. Tale dissociazione, riconosciuta, anche se in termini diversi, dalla psicologia contemporanea, è una forma di difesa dell’individuo il cui il trauma è così grande e la paura così spaventosa che ha bisogno di un sollievo immediato. Parliamo invece di “furto” di anima quando si tratta di una forma di plagio o di violenza psicologica, come quando si resta bloccati in una relazione violenta o morbosa, con un partner o un genitore, per citare le relazioni più significative. Ma potrebbe anche essere la rottura di un rapporto di coppia nel quale uno dei due partner non accetta di lasciar andare l’altro “completamente” sottraendogli parte della sua energia interiore (o anima). Ricordiamoci anche in questo caso che il tutto avviene nell’inconsapevolezza dei protagonisti. È possibile che anche noi stessi né siamo stati artefici senza saperlo.

I primi sintomi, sono l’insorgere di apatia e distacco dal mondo, la perdita della gioia e dello spirito di iniziativa: ci si sente svuotati, sembra che non valga la pena di lottare. La mancanza di energia interiore abbassa anche le nostre difese immunitarie, favorendo così l’insorgere di patologie fisiche. Il guaritore spirituale, si propone per prima cosa di ricostruire la totalità dell’individuo, allargando così la prospettiva che questa persona può avere della propria vita.

La tecnica proposta, principalmente dagli Hopi nativi americani che vivono oggi nel deserto dell’Arizona, è la Caccia all’Anima. La Caccia all’Anima è un “viaggio” rituale durante il quale parti del nostro bambino magico, e dell’adolescente interiore tornano a far parte di noi. Il respiro ed il suono ritmico e monotono del tamburo portano il “cacciatore” in uno stato modificato di coscienza, consentendogli di intraprendere un viaggio dentro se stesso alla ricerca dei frammenti perduti. Nel momento in cui un’esperienza traumatica viene guarita, integrata, la sofferenza che ha provocato non è più necessaria, e quindi scompare. Tale rituale si compie sia in gruppo che individualmente, dimensione nella quale è anche possibile che una persona esperta ci accompagni nella caccia.

Il rituale della Maschera

Questo rituale veniva utilizzato nell'antichità per manifestare l'incarnazione di un personaggio mitico, come lo spirito di un antenato, un animale mitico o una divinità. Creare arte sciamanica era un modo rituale per entrare in contatto con gli spiriti del mondo invisibile e per ottenere il loro aiuto nella vita. Anche nell'arte in generale tutti gli artisti sperimentano in qualche misura il contatto con il regno dell'invisibile durante il processo di creazione artistica, e lo chiamano musa o ispirazione.

Oggi utilizziamo questo rituale per reintegrare parti ed immagini di sé. In quanto la maschera permette di esprimere veramente quello che si è in quel momento, facendo trascendere la personalità e la forma. Occorre pensare la maschera come ad una realtà sacra, e portarla in quei momenti quando decidete di connettervi con quella parte di voi. Non sono richieste abilità particolari: la parte destra del cervello sarà lo strumento per entrare in contatto con l'immaginazione, e la parte sinistra sarà di supporto per la parte tecnica del lavoro, per la scelta dei materiali necessari per creare e assemblare la maschera. E' importante eliminare dalla mente qualsiasi aspettativa artistica o estetica. Meno saranno rigidi i nostri preconcetti, più la mente e lo spirito saranno liberi nell'affrontare l'opera. Più saremo vicino alla mente di un bambino, più autentico sarà il risultato. Per gli occidentali, in particolar modo, l'arte sciamanica può costituire una profonda apertura al regno del non-razionale, il mondo in cui non si sa e si è guidati, il mondo del bambino ridestato. Per il processo che stiamo descrivendo chiunque può essere artista, e probabilmente in una cultura veramente sciamanica sarebbe così. A Bali tutti creano arte oppure musica. Nella tribù degli huichol, nella regione occidentale del Messico, quasi tutti sono artisti o sciamani. E' il modo della gente di esprimere la vita. E' un modo naturale, organico di essere umani ed è un sistema riconosciuto, all'interno di quelle culture, di percepire la realtà. Tutta l'arte sciamanica possiede la magica capacità di avere un impatto diretto sull'osservatore attraverso la trasmissione dell'energia acquisita dall'immagine al momento della creazione. L'arte offre un approccio diretto per entrare in comunicazione e conversare con gli esseri e il livello di coscienza del Mistero, anche se non ci consente di dominarlo con l'intelletto. Non ci sono errori. Quello che accade nel processo di creazione è sacro ed organico. 

Il rientrare in sintonia con il proprio essere creativi, porta l'individuo verso la forma di creatività più profonda. Essa è l'invenzione della propria vita, l'effettiva determinazione del proprio destino.